lunedì 11 dicembre 2017, ore 21.07
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Euroricette - Ortofrutticoli e cereali: Arroz de Valencia o Arròs de València
Arroz de Valencia o Arròs de València

Provenienza: Spagna
Categoria: Ortofrutticoli e cereali
Marchio di tutela: D.O.P.


Riso (Oryza sativa) delle varietà Senia, Bahía e Bomba. Verrà commercializzato riso
brillato di categoria extra o riso integrale.
L' ubicazione geografica della coltura si colloca sui terreni umidi delle province di Alicante, Castellón e Valencia, nella Comunità Valenciana, soprattutto comuni situati nell'area circostante il parco naturale della Albufera.
Territori comunali di pertinenza:
Area circostante il parco naturale della Albufera (provincia di Valencia): Albal, Albalat de la Ribera,
Alfafar, Algemesí, Beniparrell, Catarroja, Cullera, Massanasa, Sedaví, Silla, Sollana, Sueca e Valencia.
Altri comuni della provincia di Valencia: Alginet, Almacera, Almusafes, Alquería de la Condesa, La
Alcudia, Benifayó, Corbera, Favareta, Fortaleny, Llaurí, Masamagrell, Oliva, La Pobla de Farnals,
Polinya del Xuquer, Puzol, Riola, Sagunto e Tabernes de Valldigna.
Comune della provincia di Licante: Pego.
Comuni della provincia di Castellón: Almenara, Castellón.
La superficie destinata alla coltivazione di riso è di circa 16 000 ha.
La zona di lavorazione e di imballaggio coincide con quella di produzione.
Soltanto il riso coltivato nelle particelle iscritte nei registri dell'organismo di
controllo e lavorato in aziende registrate presso lo stesso organismo potrà essere commercializzato
con la denominazione di origine.
Il riso proviene esclusivamente dai terreni delle aziende iscritte nel registro fondiario, dopo avere
superato due ispezioni effettuate durante la coltivazione. Le aziende iscritte nel suddetto registro
presentano una dichiarazione di coltivazione ed una dichiarazione di vendita del raccolto in cui
figurano i dati dell'industria risiera acquirente e la firma del relativo responsabile. Queste imprese
devono essere iscritte nel relativo registro delle imprese di lavorazione di riso e devono rendere
conto mensilmente in merito ai rispettivi movimenti di riso protetto dalla denominazione. Durante
l'anno, queste imprese sono soggette a tre ispezioni di carattere documentale circa la provenienza e
le quantità di riso trasformato nonché a prelievi di campioni per verifica della qualità del riso. Al
prodotto così controllato verrà assegnata una etichetta numerata in cui è specificata la denominazione
d'origine e l'organismo di controllo.
La stragrande maggioranza della coltivazione di riso nella Comunità
Valenciana avviene col sistema di semina diretta, a mano o con piccoli aeroplani. La profondità
dello strato d'acqua con cui la coltivazione viene sommersa dipende dalle condizioni climatiche e
di sviluppo della coltivazione stessa. Durante il ciclo vegetativo si effettuano uno o due «eixugons»
(sciacquate), operazione questa che consiste nel lasciare la coltivazione senz'acqua per alcuni giorni
allo scopo di contrastare la proliferazione delle alghe.
Sintesi del processo:
— semina: con seminatrici centrifughe o con piccoli aeromobili; dalla fine di aprile alla metà di
maggio,
— raccolto: con mietitrici automatiche; dall'inizio di settembre all'inizio di ottobre,
— essiccazione: al sole in «sequers» o forzata con essiccatrici ad aria calda, con eventuale ripetizione
dell'operazione; tra settembre e ottobre,
— pulitura, raffinazione e condizionamento: operazioni completamente meccanizzate; nel corso
dell'intero anno.
— Legame storico - In base a documenti storici, il riso era coltivato nell'antico regno di Valencia
prima della sua conquista da parte di Giacomo I, nel 1238. Nel «Libre dels repartiments», in cui
venivano suddivise le terre del regno testé conquistato, venivano già descritte le «risaie».
Nel regolamento dell'anno 1753 del re Fernando VI, venivano delimitate le zone coltivate a riso.
Altri documenti in cui viene descritta la storia della coltivazione del riso nella Comunità Valenciana
sono «El arroz» (1939) di Rafael Font de Mora y Llorens e «Compendio arrocero» (1952) di José Ma
Carrasco García.
La tradizione di questa coltivazione è proseguita ininterrottamente sino ad oggi, offrendo così un
prodotto fondamentale della gastronomia valenciana, ma noto anche a livello internazionale essendo
l'ingrediente di base della paella valenciana.
— Legame naturale - Nel territorio della Comunità Valenciana esistono diverse zone umide paludose
naturali (la più importante delle quali è la Albufera) con condizioni di suolo e di umidità propizie
alla coltivazione, oltre alle caratteristiche climatiche adatte al riso.
Sintesi delle condizioni
Terreni: sui due lati del fiume Júcar e nelle zone limitrofe della Albufera i terreni sono di natura
calcarea (30-50 % di carbonati), argillosi, poveri di materia organica e di tipo alcalino (pH 8-8,3).
Si tratta di terreni duri, poco permeabili e quindi con caratteristiche fisiche ottime per la coltivazione
del riso.
Clima: le condizioni di temperatura, soleggiamento e umidità relativa della zona di produzione
coincidono pressoché con quelle stabilite come ottimali per la coltivazione del riso, che si ritrovano
nei trattati di agronomia.

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